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Storie verosimili della città di Napoli n.48: Il signor Antonio e l’unità della famiglia partenopea

Vico purgatorio ad arco Napoli

Oggi ho incontrato i coniugi De Vito, lui Antonio che di anni ne ha 87 ha lavorato per anni a Bagnoli, prima come operaio dell’Italsider poi come marinaio fino ad arrivare al minimo della pensione, con lui c’e’ sempre sua moglie Luisa, insieme da oltre 60 anni, che di anni ne 89 anni.

Ogni volta che ci salutiamo mi precisa che il suo cognome è De Vito con la D maiuscola, perché lui di nobile non ha nulla, solo l’animo. E’ questo il suo modo di salutare, ogni volta con un sorriso.

Antonio e Luisa hanno avuto 8 figli, sei femmine e due maschi, pochi di loro sono rimasti a Napoli, alcuni hanno trovato fortuna in qualche fabbrica del nord Italia, altri vivono all’estero, uno in Svizzera dove insegna da anni.

Il signor Antonio claudicante per la sua età, lo vedi camminare in Vico del fico al Purgatorio, dove abita da sempre, mantenendo quel suo equilibrio al limite dell’impossibile, tipico di chi nella vita ha affrontato e superato ogni avversità.

Da un lato tiene sotto braccio, con orgoglio, suo moglie Luisa che porta ferma la sua borsetta sul lato sinistro, protetta da eventuali scippi, pur non avendo nulla di valore all’interno, mentre sul lato destro tiene forte la pesante spesa che ha preparato per Pasqua e Pasquetta quando la numerosa famiglia De Vito si riunisce.

Mentre il signor Antonio si tiene in equilibro portando l’altra parte della spesa, quella più pesante, ben quattro buste tra pane, frutta e le innumerevoli uova di cioccolato per i suoi 12 nipoti.

Ed così, che in quel piccolo angolo di Napoli, ogni anno a Pasqua la famiglia De Vito si riunisce, sempre al civico 30, proprio dove Antonio e Luisa hanno concepito, cresciuto ed educato i loro 8 figli, facendosi bastare quel poco che avevano, dove per anni i loro due maschi, oggi adulti genitori si sono rincorsi ora per un biscotto, ora per contendersi un trenino.

Ed è in quel piccolo angolo di Napoli, che in pochi metri quadrati, dove anche il più attento degli ingegneri non riuscirebbe in così pochi metri quadrati ad incastrare tavoli, “supponte” e “zeppe”, per allungare tavoli e fermando quelli che “tuculeano”, utilizzando qualche spruocculo di legno che nonno Antonio lavora con precisione, prima di applicarli sotto i piedi dei tavoli, affinché tutta la famiglia sia comoda, gustando il succulento pranzo pasquale che nonna Luisa ha preparato.

Questa è la magia di ogni angolo di Napoli, dove il valore della famiglia si misura nelle feste o forse sarebbe meglio dire che qui a Napoli le feste misurano l’unità delle famiglie.

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Luoghi e nomi diversi, ma intrecciati in personaggi e storie della città di #Napoli, realmente vissute ed esistenti. Foto mia.
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Tutte le mie storie sono raccolte qui: https://www.lucisunapoli.it/blog

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