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Cultura30 Agosto 2026◷ 5 min di lettura

Felice Balsamo, scrittore e narratore di Napoli

di Luci su Napoli
Felice Balsamo, scrittore e narratore di Napoli

Raccontare Napoli significa provare a capirla. E, qualche volta, provare a spiegare perché è impossibile capirla fino in fondo.

Mi chiamo Felice Balsamo e scrivo storie.

Storie di Napoli, soprattutto.

Non la Napoli costruita per le cartoline, né quella ridotta ogni volta agli stessi stereotipi. Mi interessa la città che vive dietro le finestre, nei vicoli, nei palazzi, nei ricordi delle famiglie, nelle abitudini quotidiane e nelle vite delle persone che spesso passano inosservate.

Da anni provo a raccogliere queste storie, conservarle e raccontarle.

Lo faccio attraverso il web, i social network, gli articoli e i libri.

Perché Napoli cambia continuamente, ma conserva una memoria straordinaria. E ogni volta che una persona racconta ciò che ha visto, ciò che ha vissuto o ciò che le è stato tramandato, un piccolo pezzo di quella memoria continua a esistere.

Scrittore per passione, narratore per necessità

Non ho mai pensato alla scrittura come a un semplice esercizio letterario.

Per me scrivere significa soprattutto osservare.

Ascoltare una persona.

Fermarsi davanti a un edificio e chiedersi chi abbia vissuto lì.

Scoprire la storia nascosta dietro una strada percorsa migliaia di volte.

Raccogliere una testimonianza che rischierebbe di andare perduta.

A volte basta una fotografia, un ricordo raccontato quasi per caso o una frase ascoltata durante una conversazione per far nascere una storia.

Da lì comincia il lavoro più bello: cercare, verificare, ricostruire e infine raccontare.

È così che è nato il progetto Storie Verosimili della città di Napoli.

Storie Verosimili della città di Napoli

Il progetto nasce sul web e cresce nel tempo grazie ai lettori.

Le storie raccontano uomini e donne, famiglie, luoghi, mestieri, episodi curiosi, momenti drammatici e piccoli avvenimenti che attraversano la Napoli del Novecento e quella contemporanea.

Racconti nei quali realtà e narrazione si incontrano.

Da qui il termine “verosimili”.

Alla base c’è quasi sempre qualcosa di reale: una testimonianza, un luogo, un personaggio, un fatto accaduto.

La scrittura ricostruisce poi ciò che il tempo non ha conservato, collega frammenti, immagina dialoghi e restituisce una forma narrativa alla memoria.

Nel 2024 queste storie sono diventate il mio primo libro:

Storie Verosimili della città di Napoli – Volume 1

Quaranta racconti dedicati alla città, ai suoi abitanti e alla sua memoria.

Il successo e soprattutto l’affetto dei lettori mi hanno convinto a continuare.

Nel 2025 è arrivato:

Storie Verosimili della città di Napoli – Volume 2

Altre quaranta storie, nuovi personaggi, altri luoghi e altre fotografie.

Due libri, ottanta racconti e una sensazione molto chiara: Napoli possiede ancora migliaia di storie che meritano di essere raccontate.

Napoli non è uno sfondo

Nei miei racconti Napoli non è semplicemente il luogo nel quale accadono le cose.

È quasi sempre uno dei personaggi.

Una città capace di essere rumorosa e silenziosa, generosa e complicata, ironica e drammatica nello spazio di pochi metri.

Una città nella quale il passato continua a comparire nel presente.

Mi interessa soprattutto questa Napoli.

Quella che non sempre compare nelle guide.

La Napoli delle persone anziane che ricordano una strada completamente diversa.

Dei negozi che non esistono più.

Dei cortili.

Delle famiglie.

Dei mestieri scomparsi.

Delle piccole rivoluzioni quotidiane.

Delle persone normali che, senza saperlo, hanno vissuto storie straordinarie.

Raccontare senza idealizzare

Amare Napoli non significa raccontare che sia tutto meraviglioso.

Sarebbe troppo facile. E soprattutto sarebbe falso.

Napoli ha problemi enormi, contraddizioni, occasioni sprecate e ferite che non possono essere nascoste dietro una fotografia del Golfo.

Ma proprio per questo credo che raccontare una città significhi anche avere il coraggio di descriverla per quello che è.

Difenderla quando viene trattata attraverso luoghi comuni.

Criticarla quando qualcosa non funziona.

Raccontarne la bellezza senza trasformarla in retorica.

Raccontarne i problemi senza trasformarli nell’unica possibile rappresentazione della città.

È probabilmente questo equilibrio che cerco ogni volta che scrivo.

Giornalista pubblicista

Dal 2026 sono giornalista pubblicista.

È un traguardo arrivato dopo molti anni trascorsi a scrivere, pubblicare, raccontare e lavorare quotidianamente con l’informazione e la comunicazione.

Per me non rappresenta un punto di arrivo, ma una responsabilità in più.

Essere giornalista significa distinguere un’opinione da un fatto, verificare le fonti, cercare ciò che manca e assumersi la responsabilità di ciò che si pubblica.

Principi che considero fondamentali anche quando racconto Napoli.

Perché una bella storia funziona ancora meglio quando poggia su una ricerca seria.

Dal digitale alla carta

La mia vita professionale nasce nel mondo della tecnologia, dell’informatica e della comunicazione digitale.

Internet è stato per molti anni il mio principale strumento di lavoro e, allo stesso tempo, il luogo nel quale ho iniziato a raccontare.

Forse anche per questo continuo a vedere il web come uno straordinario archivio della memoria contemporanea.

Un articolo, una fotografia, un commento lasciato da qualcuno che riconosce una persona in una vecchia immagine possono diventare l’inizio di una nuova ricerca.

Poi alcune di quelle storie finiscono sulla carta.

Ed è probabilmente una delle cose che mi emoziona di più.

Una storia nata magari da poche righe pubblicate online può diventare un libro, entrare in una casa, essere letta anni dopo e continuare il proprio viaggio.

Luci su Napoli

Luci su Napoli nasce proprio con questo obiettivo.

Non essere semplicemente un altro sito dedicato alla città.

Ma diventare un luogo nel quale raccogliere storie, persone, fotografie, curiosità, memoria e racconti di Napoli.

Un archivio in continua costruzione.

Perché ogni generazione eredita una città diversa da quella precedente e ha il compito, almeno in parte, di raccontarla a quella successiva.

Io provo a fare la mia parte.

Una storia alla volta.

Continuare a raccontare

Non so quante storie di Napoli riuscirò ancora a scrivere.

So però che continuerò a cercarle.

Tra i documenti e nelle fotografie.

Nei ricordi delle persone.

Nei quartieri.

Nei racconti ascoltati quasi per caso.

E soprattutto per strada.

Perché Napoli possiede una caratteristica particolare: quando pensi di conoscerla, trova sempre il modo di raccontarti qualcosa che non avevi mai sentito prima.

Ed è probabilmente per questo che continuo a scrivere.

Felice Balsamo
Scrittore, autore di Storie Verosimili della città di Napoli, narratore di Napoli e giornalista pubblicista.

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