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Don Gennaro, donna Carmela e l’arte del pacco

Scale Francesco d'Andrea Napoli

Oggi ho salutato donna Carmela “‘a Tabbaccara”, per anni suo marito Gennaro prima e poi lei sono stati punto di riferimento fisso dei gradini Francesco d’Andrea, erroneamente chiamati da noi napoletani “Scale Brancaccio”.

I grandini Francesco d’Andrea sono tra le scale monumentali più belle di Napoli, dividono Via Filangieri da Via dei Mille e portano fin sopra le rampe Brancaccio.

Proprio sopra le rampe Brancaccio, in via Vetreria per anni hanno abitato Gennaro, sua moglie Carmela con i loro sette figli.

Un palazzo o meglio una serie di edifici quelli in via Vetreria che ancora oggi racchiudono il disagio di molte famiglie della città di Napoli a pochi passi da via Chiaia, via dei Mille e via Filangieri.

Carmela abita ancora li, proprio in uno dei palazzi immortalati in un famoso film di Nanni Loy: “Pacco, doppio pacco e contropaccotto”, film che raccontata una Napoli che ancora oggi, se pur in parte minore, usa piccoli sotterfugi per andare avanti.

Gennaro il marito di Carmela era famoso per la sua abilità nel cambiare il “pacco” utilizzando piccoli trucchi, raggirando gli incauti acquirenti.

Carmela racconta spesso quando suo marito Gennaro ad un noto architetto di Posillipo appassionato di fotografia, riuscì nel vendergli per ben 5 volte la stesso pacco contenente la finta cinepresa.

Ed era sempre Gennaro che con piccoli sotterfugi, ti faceva annullare una multa auto, sistemare una licenza di un negozio, aumentare una piccola pensione. Attività illecite che nel tempo l’informatica ha reso ormai impossibili, dove anche Gennaro dovette arrendersi nel tempo.

Donna Carmela “‘a tabbaccara”, prende quel soprannome perché per anni ha venduto sigarette di contrabbando proprio sui gradini Francesco d’Andrea. Dovette smettere nei primi anni ‘90 quando la Finanza ormai non le dava più tregua.

Tra i suoi più assidui clienti ricorda, vi erano proprio quei giovani ragazzi che qualche anno dopo la costrinsero a chiudere quella attività illecita ma che le ha consentito negli anni di far crescere onestamente i suoi 7 figli oggi tutti professionisti in vari settori, l’ultimo sembra sia autore di molte canzoni famose di Sanremo.

Il marito don Gennaro oggi non c’è più, ma donna Carmela mi elenca sempre tutti i mestieri fatti dal marito, tanti al limite del lecito, ma mai nessuno che lo rendesse un criminale, anche quando ad inizio degli anni ‘80 con la droga che impazzava in ogni grande città, fu proposto a don Gennaro per 50.000 lire al giorno il compito di portare un pacchetto ad alcuni ragazzi poco raccomandabili fuori le scuole della città di Napoli.

Si rifiutò, pur perdendo una paga che poteva sistemarli per un po’, decidendo di dedicarsi ad altro. Ricorda le parole del marito: “Sono uno che vive di espedienti e sui fessi che pensano di fare affari ed essere più furbi di altri, ma la mia coscienza deve sempre restare pulita”.

Oggi ha quasi 90 anni la signora Carmela, vive con un minimo di pensione e il fitto che prende da un negozio in piena zona Chiaia che suo marito Gennaro ha lasciato in eredità alla famiglia, grazie ai soldi presi dai “soliti furbi”.

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Luoghi e nomi diversi, ma intrecciati in personaggi e storie della città di Napoli, realmente vissute ed esistenti. Foto mia.

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