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Storie verosimili della città di Napoli n.52: Don Antonio e il furto del medagliere della città di Napoli

Medaglie d'oro palazzo San Giacomo Napoli

Ricordo quando nell’agosto del 2011, restai tra i pochi a Napoli nel godermi una delle estati più entusiasmanti della mia vita. Per la prima volta scoprivo palazzo San Giacomo, uno dei palazzi più importanti della città di Napoli, la cui storia è poco conosciuta ai cittadini stessi.

Quella di Palazzo San Giacomo e del suo medagliere rubato è una storia che va raccontata.

Fu don Antonio uno dei funzionari storici di palazzo San Giacomo nel raccontarla.

Ogni giorno restavo stupito dall’eleganza della “Sala delle statue”, così fu chiamata da Ferdinando I, ospitava busti e medaglie di tutti gli eroi cittadini, testimoniava il lustro e la grandezza di Napoli al mondo intero.

Oggi quella stessa sala è conosciuta come sala della Giunta, di eroico e storico vi è rimasto ben poco, ancora oggi vi è un cavo pendolante al muro senza alcun quadro.

Fu don Antonio con la solita triste ma efficace ironia nel raccontarmi che quel cavo fino a qualche settimana prima sorreggeva la bacheca contente le 83 medaglie della città di Napoli.

Mi raccontò di quell’ennesimo furto avvenuto durante il cambio amministrativo tra la Iervolino e de Magistris.

Mi raccontò del famoso quadro sparito proprio nella stanza del sindaco durante i giorni in cui ci si apprestava all’avvicendamento tra i due sindaci, storia conosciuta e andata alla ribalta, ma con estrema tristezza d’animo, nessuno ha mai citato e forse denunciato la scopra del medagliere contenente le 83 medaglie d’oro al valore militare e civile della città di Napoli.

Don Felì, così mi ha chiamato sempre fino all’ultimo giorno prima di andare in pensione, ho lavorato qui per oltre 40 anni, tutte le mattine aprivo questa stanza con orgoglio e non c’è’ stato giorno che non mi fermassi nel guardare quelle 83 medaglie e leggere i loro nomi.

Don Felì, essere concittadino e leggere i nomi di Salvo d’Acquisto, di Gennaro Capuozzo, eroe ad appena 11 anni, di Gaetano Carolei, l’unico napoletano ad avere avuto la medaglia d’oro in vita, mi riempiva d’orgoglio.

Poi con occhi lucidi e con sguardo ironico come solo noi napoletani sappiamo fare anche nei momenti più tristi, si girò verso la piazza e quel cavo pendolante e disse: Forse dovevano scrivere su quella storica bacheca: Qui giacciono le medaglie d’oro di 83 valorosi Napoletani che hanno regalato la libertà alle generazioni future.

Forse chi ha pensato bene di rubarle prima di andare via, si sarebbe fermato evitando un vero sacrilegio.

Fu così che iniziò per me quella passione unica per conoscere nel dettaglio tutti i nostri valorosi eroi, che hanno reso Napoli unica, prima città d’Europa nel liberarsi dalla dominazione nazifascista, uomini, donne e bambini che hanno reso Napoli famosa nel mondo, al punto tale da renderla “città la medaglia d’oro” che con orgoglio ancora oggi portiamo sul gonfalone della città di Napoli.

Di anni ne sono passati, non ho mai capito perché quel medagliere rubato alla città non abbia mai suscitato interesse in nessun organo amministrativo, ricordo però quando scoprimmo il tentativo un po’ raffazzonato di farne uno nuovo, proprio pochi giorni dopo l’arrivo del nuovo sindaco, quello che ancora oggi è presente in sala Giunta, non ha l’eleganza di quello trafugato, scoprimmo che riportava e riporta ancora tre medaglie in meno e due cognomi trascritti in modo errato.

Ecco chi passa di li è vede quel “finto” medagliere e quel cavo ancora appeso, può davvero comprendere quanto spesso noi napoletani non amiamo ricordare la nostra storia e la nostra passione, rubandola alle generazioni future.

Chi vuole vedere le foto del medagliere trafugato e del nuovo qui foto e storia: https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/32417

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Luoghi e nomi diversi, ma intrecciati in personaggi e storie della città di #Napoli, realmente vissute ed esistenti.

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