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Il ponte di Chiaia fu costruito nel 1636 dal viceré Manuel de Acevedo y Zúñiga conte di Monterey per collegare la collina di Pizzofalcone con quella delle Mortelle e per questo venne chiamato inizialmente ponte Monterey, sottolineamo che il Vicerè, chiese...
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Il ponte di Chiaia fu costruito nel 1636 dal viceré Manuel de Acevedo y Zúñiga conte di Monterey per collegare la collina di Pizzofalcone con quella delle Mortelle e per questo venne chiamato inizialmente ponte Monterey, sottolineamo che il Vicerè, chiese esplicitamente ai complatearii (gli abitanti della contrada) di contribuire alle spese necessarie per la costruzione, in quanto, proprio per loro, l’opera, arrecava maggior giovamento. Il ponte di Chiaia fu restaurato nel 1834 da Orazio Angelini secondo lo stile neoclassico, la rampa costruita, inizialmente, per ragiungere la pare superiore della strada di Chiaia, fu sostituita da una tromba di scale, inoltre fu decorato sul lato di piazza Trieste e Trento da fregi in marmo eseguiti da Tito Angelini e Gennaro Calì, mentre sul lato opposto, verso piazza dei Martiri, da due cavalli opera di Tommaso Arnoud. Alla sinistra del ponte, per chi viene da Piazza Trieste e Trento, sorge l'Ascensore di Chiaia, grazie al quale è possibile raggiungere velocemente via Giovanni Nicotera, la strada che passa sul ponte. L'ascensore è inserito nella scala a tre livelli che sostituì la rampa.
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Porta Capuana, si trova in Piazza Enrico De Nicola, fu edificata nel 1848, cosi detta poiché si attraversava per dirigersi verso Capua, si trovava all’estremità destra del Decumano maggiore e costituiva l’acceso da oriente alla città di Neapolis. Porta Capuana è la principale porta d’ingresso in città ed anche una delle quattro ancora oggi in piedi (le altre sono Porta Nolana, Porta San Gennaro e Port’Alba“. Fu Commissionata da Re Ferrante d’Aragona all’architetto Giuliano da Maiano che pur senza mai perdere di vista la funzione difensiva che l’opera avrebbe dovuto rivestire nei secoli, si ispirò in un certo qual modo agli archi di trionfo della tradizione romana, la costruzione in pietra di tufo era alta almeno 25 metri e quella che giunge a noi oggi è solo una parte della versione originaria Nel tempo, Porta Capuana, acquisì anche altri ruoli e accezioni: nel Novecento, ad esempio, divenne ritrovo di artisti e scrittori del tempo, ponendosi con il suo Quartiere Latino al centro della vita sociale cittadina.
29 Aprile 2021
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Il ponte di Chiaia fu costruito nel 1636 dal viceré Manuel de Acevedo y Zúñiga conte di Monterey per collegare la collina di Pizzofalcone con quella delle Mortelle e per questo venne chiamato inizialmente ponte Monterey, sottolineamo che il Vicerè, chiese esplicitamente ai complatearii (gli abitanti della contrada) di contribuire alle spese necessarie per la costruzione, in quanto, proprio per loro, l’opera, arrecava maggior giovamento. Il ponte di Chiaia fu restaurato nel 1834 da Orazio Angelini secondo lo stile neoclassico, la rampa costruita, inizialmente, per ragiungere la pare superiore della strada di Chiaia, fu sostituita da una tromba di scale, inoltre fu decorato sul lato di piazza Trieste e Trento da fregi in marmo eseguiti da Tito Angelini e Gennaro Calì, mentre sul lato opposto, verso piazza dei Martiri, da due cavalli opera di Tommaso Arnoud. Alla sinistra del ponte, per chi viene da Piazza Trieste e Trento, sorge l'Ascensore di Chiaia, grazie al quale è possibile raggiungere velocemente via Giovanni Nicotera, la strada che passa sul ponte. L'ascensore è inserito nella scala a tre livelli che sostituì la rampa.
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