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La storia di Assunta e del vicolo più stretto di Napoli

Vicolo del Cerriglio, Napoli

Va percorsa almeno una volta Vicolo del Cerriglio, uno dei vicoli più stretti della città di Napoli, lì fin dal 1300 e ancora oggi immutato.

Nascosto tra piazzetta Sedil di Porto e Via del Cerriglio, è tra i vicoli più stretti e caratteristici della città di Napoli, pur essendo il meno conosciuto racchiude in se storie incredibili.

Fu Angelo, oggi settantenne, nel mostrami quel vicolo e le sue mille storie.

Tra le tante che Angelo ricorda vi è quella di Assunta e Antonio, due giovani partenopei nati entrambi in quel vicoletto. Erano i primi del 1600, poveri ma ricchi d’animo rilevarono proprio in quel piccolo vicoletto una delle prime locande della città. Cibo semplice, a buon prezzo, destinato per chi a Napoli non aveva nulla da poter mangiare.

Un giorno proprio in quel vicoletto stretto, affamati e dimagriti si presentarono due fratellini Luca che di anni ne avrà avuti 4 e Lucia che di anni ne avrà avuti 5.

I due fratellini ogni pomeriggio sbucavano lì in quel vicoletto giocando ora con un sasso, ora con un gessetto tra le tipiche scale, ancora oggi come a quei tempi, di vicoletto del Cerriglio.

Interi pomeriggi rincorrendosi e giocando a nascondino in quel vicoletto unico per la sua conformazione.

Orfani, come tanti della Napoli di quei tempi, se pur piccoli avevano già compreso le difficoltà della vita. Fu così che una sera d’inverno piovosa e fredda Assunta notò quei due piccoli affacciati alla porta della sua locanda approfittando del poco caldo che vi usciva.

Quel gesto si ripeteva con precisione assoluta ogni sera, fino ad un 17 Gennaio proprio in quel vicolo stretto fu organizzato il consueto fuoco di Sant’Antonio i piccoli Luca e Lucia si avvicinarono timorosi ed è così che da quel giorno Assunta per riscaldare i due pargoli offrì loro una ciotola con della salsa bollente e due polpette realizzate con pane raffermo e un po’ di carne.

Quel gesto e quella pietanza così semplice ma ricca di calore, rese Assunta e la sua locanda così famosa da diventare in breve tempo luogo di ritrovo per tanti artisti, scultori e poeti che qui trovano quel calore e quella semplicità per ispirare loro opere d’arte che li hanno resi celebri per sempre.

Furono proprio i due piccoli Luca e Lucia nel salvare la vita a Michelangelo Merisi, noto a tutti come il Caravaggio. Erano giorni difficili il Caravaggio si rifugiò proprio qui a Napoli trascorrendo interminabili giornate proprio in questo vicoletto e in quella locanda, innamorato della città e della tipica ciotola servita con salsa bollente, pane raffermo e carne mista.

Una sera uscendo dalla locanda il Caravaggio fu gravamene ferito senza però perdere la vita grazie all’intervento tempestivo di Luca e Lucia, grazie a loro fu salvata la vita al giovane talento.

Ancora oggi, chi passa per vicoletto del Cerriglio trova tutto fermo come un tempo. Qui le guerre, il dolore e il segno del tempo non sono mai passati, tutto è fermo come un tempo, compresa quella pietanza e quella locanda che incredibilmente è viva ancora oggi e forse fermandosi per un attimo tre i tipici gradini di vicoletto del Cerriglio si sentono ancora le voci sorridenti di Luca e Lucia intenti a giocare e rincorrersi spensierati.

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Storie verisimili della città di Napoli n. 58: La storia di Assunta e del vicolo più stretto di Napoli

Luoghi e nomi diversi, ma intrecciati in personaggi e storie della città di #Napoli, realmente vissute ed esistenti.

Tutte le mie storie sono raccolte qui: https://www.lucisunapoli.it/storie-verosimili-della-citta-di-napoli

Racconti inediti della città di Napoli, raccontati da Felice Balsamo, storie vere e verosimili, un viaggio tra la Napoli vera, autentica fatta di sacrifici, onestà e tanta voglia di vincere. Storie, luoghi e nomi diversi, ma intrecciati in personaggi e storie della città di Napoli, realmente vissute ed esistenti.

Foto di Fabrizio Reale, fotografie

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