Pochi conoscono la storia della “Madonnina con le scarpette“, è lei che ogni notte, da secoli, lascia la cappella dell‘ospedale dell’Annunziata qui a Napoli camminando in silenzio tra i corridoi benedicendo le partorienti. E’ da poco entrata la signora Maria, un po’ in anticipo rispetto all’orario di visita dei pazienti, sono severi qui all’ospedale dell’Annunziata, portava con sé rose e un paio di minuscole scarpette.
Ha avuto giusto il tempo di riferirmi della sua giovane figlia, ricoverata lì da alcune settimane, poi mi ha mostrato quelle scarpette da donare a quella “Madonnina” di cui ha sentito parlare dalle suore, è un gesto nobile il suo considerando la sua storia.
Si perché Maria è una donna fragile, non ha più la bellezza di un tempo, quando rapita dai regali da quell’uomo più grande di lei, che diventerà suo marito prima e violento compagno poi, scoprirà l’origine di quei regali pochi giorni dopo aver messo al mondo la sua unica figlia, proprio quando quel marito cadrà sotto una manciata di proiettili, comprendendo la vera origine di quei regali e la vera identità dell’uomo che intanto aveva imparato ad odiare.
Ora è lì, le suore che curano con attenzione sua figlia le hanno raccontato di quella Madonnina da sempre presente nella cappella dell’ospedale, proprio vicino alla “Sala delle colonne”, quella stessa sala dove molte trovatelle abbandonate nella ruota degli esposti, diventate adulte trovavano marito.
Napoli non è solo la città del miracolo di San Gennaro, quello di San Patrizia, dei 52 santi, c’è anche lei, la “Madonnina con le scarpette”, da secoli miracolosamente consuma quelle scarpette benedicendo di notte le partorienti e i trovatelli abbandonati nella Ruota degli esposti. Quelle scarpette vanno cambiate ogni 25 marzo, ogni anno, così da secoli.
Maria è sola, sua figlia è lì da giorni, le hanno detto che il parto è a rischio, sia per sua figlia, sia per la sua prima nipotina che ha sempre desiderato avere.
Maria, ha già perso tanto nella vita, la sua famiglia, l’uomo di cui pensava essere innamorata, la stima in sé stessa, ma la fede, la speranza, la voglia di rinascere con la sua nipotina, la rendono altruista, si perché quelle rose non sono per sua figlia, ma per le altre partorienti del reparto e quelle scarpette nuove sono per quella “Madonnina”, affinché nel giro notturno si compia il miracolo, perché nessuna delle partorienti possa soffrire come soffre lei.
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