Casina del Boschetto

La Casina del Boschetto nella Villa Comunale, già Circolo della Stampa fino agli anni '90 dopo conclusione dei lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione ospiterà il Museo Darwin Dohrn – DaDoM, un centro scientifico-culturale aperto al pubblico dedicato alla divulgazione della ricerca marina della Stazione Zoologica Anton Dohrn.L’edificio, di proprietà comunale, si estende per circa 900 mq ed è circondato da un giardino di circa 2500 mq. Il progetto originario per l’edificio ex Circolo della Stampa fu affidato nel 1948, su incarico dell’Associazione Napoletana della Stampa, a Luigi Cosenza (1905 - 1984) in collaborazione con Marcello Canino (1895 - 1970). Il progetto è il manifesto di un’architettura moderna mediterranea che recupera l’antico nucleo del pre-esistente edificio ottocentesco, reinterpretandolo in un nuovo impianto volumetrico. L’apertura al pubblico del Museo è prevista subito dopo l’estate.

La Casina del Boschetto nella Villa Comunale, già Circolo della Stampa fino agli anni ’90 dopo conclusione dei lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione ospiterà il Museo Darwin Dohrn – DaDoM, un centro scientifico-culturale aperto al pubblico dedicato alla divulgazione della ricerca marina della Stazione Zoologica Anton Dohrn.L’edificio, di proprietà comunale, si estende per circa 900 mq ed è circondato da un giardino di circa 2500 mq. Il progetto originario per l’edificio ex Circolo della Stampa fu affidato nel 1948, su incarico dell’Associazione Napoletana della Stampa, a Luigi Cosenza (1905 – 1984) in collaborazione con Marcello Canino (1895 – 1970). Il progetto è il manifesto di un’architettura moderna mediterranea che recupera l’antico nucleo del pre-esistente edificio ottocentesco, reinterpretandolo in un nuovo impianto volumetrico. L’apertura al pubblico del Museo è prevista subito dopo l’estate.

Dettagli foto:

Samsung s21 ultra
Focale: F2,2
Tempo: 1/2584s
Apertura: 2.27mm
ISO: 50
Bilanciamento bianco: automatico
Senza flash
Ore: 9.28 (Tempo sereno)

.

Lascia un Commento

Ultimi Articoli
Il ponte di Chiaia fu costruito nel 1636 dal viceré Manuel de Acevedo y Zúñiga conte di Monterey per collegare la collina di Pizzofalcone con quella delle Mortelle e per questo venne chiamato inizialmente ponte Monterey, sottolineamo che il Vicerè, chiese esplicitamente ai complatearii (gli abitanti della contrada) di contribuire alle spese necessarie per la costruzione, in quanto, proprio per loro, l’opera, arrecava maggior giovamento. Il ponte di Chiaia fu restaurato nel 1834 da Orazio Angelini secondo lo stile neoclassico, la rampa costruita, inizialmente, per ragiungere la pare superiore della strada di Chiaia, fu sostituita da una tromba di scale, inoltre fu decorato sul lato di piazza Trieste e Trento da fregi in marmo eseguiti da Tito Angelini e Gennaro Calì, mentre sul lato opposto, verso piazza dei Martiri, da due cavalli opera di Tommaso Arnoud. Alla sinistra del ponte, per chi viene da Piazza Trieste e Trento, sorge l'Ascensore di Chiaia, grazie al quale è possibile raggiungere velocemente via Giovanni Nicotera, la strada che passa sul ponte. L'ascensore è inserito nella scala a tre livelli che sostituì la rampa.
6 Maggio 2021
Austin o pazz Napoli
5 Maggio 2021
Fontana del Nettuno
2 Maggio 2021
Porta Capuana, si trova in Piazza Enrico De Nicola, fu edificata nel 1848, cosi detta poiché si attraversava per dirigersi verso Capua, si trovava all’estremità destra del Decumano maggiore e costituiva l’acceso da oriente alla città di Neapolis. Porta Capuana è la principale porta d’ingresso in città ed anche una delle quattro ancora oggi in piedi (le altre sono Porta Nolana, Porta San Gennaro e Port’Alba“. Fu Commissionata da Re Ferrante d’Aragona all’architetto Giuliano da Maiano che pur senza mai perdere di vista la funzione difensiva che l’opera avrebbe dovuto rivestire nei secoli, si ispirò in un certo qual modo agli archi di trionfo della tradizione romana, la costruzione in pietra di tufo era alta almeno 25 metri e quella che giunge a noi oggi è solo una parte della versione originaria Nel tempo, Porta Capuana, acquisì anche altri ruoli e accezioni: nel Novecento, ad esempio, divenne ritrovo di artisti e scrittori del tempo, ponendosi con il suo Quartiere Latino al centro della vita sociale cittadina.
29 Aprile 2021
Cerca tra i nostri eventi
Sponsor
Pasticceria Carraturo, Napoli

Pasticceria Carraturo, Napoli

Event Search
Latest Posts
Il ponte di Chiaia fu costruito nel 1636 dal viceré Manuel de Acevedo y Zúñiga conte di Monterey per collegare la collina di Pizzofalcone con quella delle Mortelle e per questo venne chiamato inizialmente ponte Monterey, sottolineamo che il Vicerè, chiese esplicitamente ai complatearii (gli abitanti della contrada) di contribuire alle spese necessarie per la costruzione, in quanto, proprio per loro, l’opera, arrecava maggior giovamento. Il ponte di Chiaia fu restaurato nel 1834 da Orazio Angelini secondo lo stile neoclassico, la rampa costruita, inizialmente, per ragiungere la pare superiore della strada di Chiaia, fu sostituita da una tromba di scale, inoltre fu decorato sul lato di piazza Trieste e Trento da fregi in marmo eseguiti da Tito Angelini e Gennaro Calì, mentre sul lato opposto, verso piazza dei Martiri, da due cavalli opera di Tommaso Arnoud. Alla sinistra del ponte, per chi viene da Piazza Trieste e Trento, sorge l'Ascensore di Chiaia, grazie al quale è possibile raggiungere velocemente via Giovanni Nicotera, la strada che passa sul ponte. L'ascensore è inserito nella scala a tre livelli che sostituì la rampa.
6 Maggio 2021
Austin o pazz Napoli
5 Maggio 2021
Fontana del Nettuno
2 Maggio 2021
Porta Capuana, si trova in Piazza Enrico De Nicola, fu edificata nel 1848, cosi detta poiché si attraversava per dirigersi verso Capua, si trovava all’estremità destra del Decumano maggiore e costituiva l’acceso da oriente alla città di Neapolis. Porta Capuana è la principale porta d’ingresso in città ed anche una delle quattro ancora oggi in piedi (le altre sono Porta Nolana, Porta San Gennaro e Port’Alba“. Fu Commissionata da Re Ferrante d’Aragona all’architetto Giuliano da Maiano che pur senza mai perdere di vista la funzione difensiva che l’opera avrebbe dovuto rivestire nei secoli, si ispirò in un certo qual modo agli archi di trionfo della tradizione romana, la costruzione in pietra di tufo era alta almeno 25 metri e quella che giunge a noi oggi è solo una parte della versione originaria Nel tempo, Porta Capuana, acquisì anche altri ruoli e accezioni: nel Novecento, ad esempio, divenne ritrovo di artisti e scrittori del tempo, ponendosi con il suo Quartiere Latino al centro della vita sociale cittadina.
29 Aprile 2021