Se a Napoli non piove, tornano i panni stesi

Non piove panni stesi a Napoli

La Signora Maria, sfoggia le magliette del figlio, finalmente pizzaiolo in zona gialla al lavoro dopo mesi di fermo. Con orgoglio le stende in attesa della totale riapertura.

La Signora Anna, risponde con le tutine della sua nipotina Katia, giovane promessa del San Carlo, muove i primi passi da ballerina a soli 5 anni, ma un’intera famiglia di precari, disoccupati e onesti lavoratori attendono un percorso ricco di successi. La piccola Katia è al suo sesto poster di Roberto Bolle si dice.

La Signora Rosaria, solita invidiosa del bucato dei vicini, utilizza tutto il filo a sua disposizione pur consentendo alla signora Roberta di utilizzarlo con i pochi calzini stesi, giusto per dimostrare che in casa ci si cambia spesso.

Resiste ancora per qualche giorno dopo giorni di discussione tra la Signora Rosetta e il marito la permanenza delle magliette di Maradona. Il patto è arrivare al trigesimo e poi liberare i fili. Intanto i panni vengono stesi grazie alla Signora Concetta detta Cetta, che da settimane offre il suo filo ai vicini, santa pazienza!

In lontananza Giuseppe nuovo arrivato, ha fatto la sua prima lavatrice, ma ha mischiato il nero con il rosa della moglie, oltre alla discussione accesa con la moglie: “tu si scem”, ha avuto la vicinanza del quartiere, ognuno gli ha donato chi un paio di calzini, chi un pigiama, chi si è presentato con una tuta stile benzinaio anni ’80.

Vivere a Napoli.

Storie verosimili della città di Napoli n. 10: I panni stesi

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