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Austin o pazz Napoli

Oggi sono passato a salutare Austin ‘o pazz, un personaggio reale che ha caratterizzato Napoli negli anni ‘70, diventando anche un “modo di dire”.

Ed ecco ancora chiuso il piccolo ma stracolmo negozio di antiquariato di Agostino, è un personaggio noto non solo qui a Napoli, ma nel mondo, famoso a tal punto che ha girato pellicole importanti, con Sofia Loren, Ornella Muti, registi famosi tra cui Ettore Scola. Chi ha vissuto la Napoli degli anni ‘70, caratterizzata da anni difficili, Agostino conosciuto come Austin ‘o pazz, è una bella storia da raccontare che sa dell’incredibile, nata per caso, da un ragazzo semplice.

Stiamo parlando di un giovane e onesto ragazzino di Napoli, Antonio Mellino, uno dei tanti giovani che di nascosto dal padre acquista la sua vespa, a quei tempi non erano necessari patente e assicurazione. La sua storia inizia un pomeriggio ad un posto di blocco della polizia, non ha nulla da temere, ma per paura che il padre sapesse della “Vespa”, decide di fuggire, iniziano così la sua lunga sequenza di proverbiali e rocambolesche fughe dalla polizia che organizzerà spesso posti di blocco e tranelli per fermare quel centauro “pazzo”. Diventerà un fenomeno prima con la sua Vespa e poi con il famoso Gilera 125, al solo rumore del suo motore, tutti si fermavano nel guardare le sue gesta, tra i vicoli di Napoli ora con curve mozzafiato, ora giù per le scale del pallonetto, proverbiale il suo passaggio a folle velocità sotto la galleria della Vittoria. Diventa impossibile da prendere per la Polizia che lo aspetta in ogni angolo della città. In breve tempo diventa simbolo di ribellione, ma anche di mancato rispetto per le istituzioni, in breve tempo diventa anche “un modo di dire” ancora in voga oggi riferito a chiunque corre in auto o moto senza alcun motivo.

Ma perché Antonio viene soprannominato Agostino?

Anni ‘70 a quei tempi un altrettanto famoso motociclista italiano ha già vinto 15 campionati mondiali di motociclismo è Giacomo Agostini, beniamino e immagine nel mondo. E quindi anche per noi napoletani Antonio Mellino di cui nessuno conosceva la vera identità diventa: Agostino il pazzo, per tutti Austin o’ pazz. Emblematiche furono le famose quattro giornate di Napoli, non quelle di fine settembre che ci liberarono dai nazifascisti, ma quelle dal 23 al 26 agosto, quando circa quattromila persone scesero in strada per attendere le acrobazie di Austin ‘o Pazz.

Quella folla sperava nella comparsa di Agostino, ma in realtà era lí per protestare contro la polizia per l’ingente sequestro di motorini avvenuto nei giorni precedenti per fronteggiare scippi e rapine. Durante quei quattro giorni, ci furono solo scontri con la polizia, feriti e arresti, ma nulla che possa riguardare le gesta di Austin ‘o Pazz, che mai si mostrò.

Fu arrestato nel settembre ’70, in piazza del Gesù, ma alla fine risultò un bravo ragazzo, di brava famiglia, fu rilasciato quasi subito. E’ intelligente il giovane Antonio, dopo l’arresto guadagna le pagine di tutti i giornali nel mondo, viene scritturato dal regista Umberto Lenzi per il film “Un posto ideale per uccidere”, poi scritturato da altri registi come stuntman collaborando con attori famosi. Antonio lo saluto spesso in piazza dei Girolamini, vende oggetti d’antiquariato, come il padre, ha quattro figli e conserva la sua affezionata Gilera 125 che tanto vorrei mettesse in mostra qualche volta, raccontando una Napoli che lui stesso da perfetto sconosciuto e in modo inconsapevole ha caratterizzato proprio negli anni più difficili della nostra città. 

Storie vere della città di Napoli n. 14: Austin ‘o pazz

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